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Corte Italiana: food experience a Cosenza

Corte Italiana, ovvero quello che a Cosenza mancava.

Hamburger, kebab, sushi; nell’ottica della globalizzazione le città offrono cucine di ogni nazionalità. Per anni abbiamo iniziato la giornata con il breakfast a base di pancakes e french toast, abbiamo pranzato nei fast food, trascorso l’happy hour all’american bar per terminare la serata alla libanese, o un puro stile tex mex.

Mentre nel resto del mondo si apprezzava, sopra ogni altra, la cucina italiana.

Oggi, per fortuna, si sta verificando un’inversione di tendenza: complice l’informazione di medici, dietologi e nutrizionisti, oltre che per il mitragliamento derivante da trasmissioni, riviste, concorsi, siti e blog che parlano di food, anche noi stiamo finalmente riscoprendo la dieta mediterranea.

Ma non in maniera approssimativa e arrangiata, bensì con la consapevolezza dell’importanza di consumare prodotti genuini, stagionali, magari biologici e il più possibile a chilometro zero. Comunque, italiani.

Nella nostra tradizione gastronomica abbiamo una immensa ricchezza di eccellenze regionali, e da pochi mesi anche a Cosenza esiste una realtà che ce li offre a portata di mano.

L’idea della “Corte Italiana”, il nuovissimo locale aperto a dicembre a Commenda di Rende, ci accoglie con l’angolo dello shop che basterebbe, da solo, a giustificarne l’esistenza.

Dai lattiero caseari di ogni zona, dai pregiati salumi umbri di Mastro Renzini ai formaggi alla canapa della silana FattoriaBiò, si può gustare il meglio della produzione italiana di nicchia.

C’è la pasta di Gragnano, c’è l’aceto di lamponi, la cioccolata di Modica e le acciughe del Cantabrico e tutto ciò che avreste voluto assaggiare e che non riuscivate a trovare. Da qualche tempo ci sono anche i prodotti dell’Officina delle Culture “Gelsomina Verde” di Scampia, ottenuti coltivando i terreni confiscati alla mafia.

Una fornitissima enoteca completa il settore shopping, ma c’è ancora un mondo da scoprire.

Oltre ad un attrezzatissimo bar, a pranzo funziona il servizio al tavolo, con sistemazione interna ed esterna.

Però, la vera chicca è al piano di sotto. Il ristorante presenta un menu che dimostra come con prodotti genuini e semplici, senza fronzoli ed ingerenze straniere, si possano realizzare pietanze gustose e raffinate.

Un esempio sono i “tre cucchiai di affumicati“, con sapori simili e nel contempo diversi, sapientemente abbinati alle leggere farciture.

E poi un piatto di paccheri dove l’amarognolo delle olive taggiasche combatte alla pari con la dolcezza del pomodoro “che sa di pomodoro”. Sembra una sciocchezza, ma la differenza si nota, eccome.

La cucina è a vista, protetta da una vetrata, e questo è un punto di merito. E a breve, e questo è davvero di estrema importanza, sarà attrezzata per preparazioni gluten-free.

Poi c’è una delle “chicche” offerte da questo splendido locale: il corridoio con poltroncine, tavolini e scaffali, adibito a biblioteca libera, dove ognuno può accomodarsi a leggere qualcosa e addirittura portare i propri libri e scambiarli e dotato di pianoforte a disposizione di chiunque sia in grado di suonarlo.

A lato del corridoio, l’altra vera novità: l’accogliente saletta da the, con un assortimento da fare invidia a queen Elizabeth, che si trasforma, al momento opportuno, in stanza da slow smoking, dove è possibile regalarsi un buon sigaro o un pregiato tabacco da pipa, accompagnandoli con distillati di alto rango.

L’atmosfera è rilassante, riposante. L’arredamento in toni morbidi, senza eccessi, fa pensare al relax.

Guido Ricchio, il gentilissimo titolare, brillantemente supportato dal multitasking Gianpaolo Palumbo, vi accoglieranno con garbo e cortesia, come tutto il gruppo dei collaboratori, giovani in gamba e pieni di iniziativa.

Sono in progetto molti eventi che si svolgeranno presso la Corte Italiana: seguite la pagina Facebook per essere informati. Anche EatParadeBlog ne farà parte!

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