Gubbröra, Stoccolma ed un cucchiaio di legno

Gubbröra in svedese vuol dire, più o meno, “miscuglio del vecchio”.

Mio figlio è stato recentemente a Stoccolma e mi ha portato in regalo un cucchiaio di legno, una tovaglietta e questa fiaba:

“C’era una volta un povero vecchio, che non ci vedeva più, non ci sentiva più e le ginocchia e le mani gli tremavano. E quando era a tavola non poteva tener fermo il cucchiaio e faceva cadere la minestra sulla tovaglia e qualche volta gliene scappava anche dalla bocca.
La moglie di suo figlio se n’era ormai schifata e, purtroppo, anche suo figlio. E non lo vollero più a tavola con loro. Il povero vecchio doveva star seduto accanto al camino e mangiava un poco di zuppa in una scodella di terracotta. Un giorno, siccome le sue mani tremavano, gli cadde la scodella per terra e si ruppe. La nuora gliene disse di tutti i colori e il povero vecchio non rispose nulla. Gli comprarono una scodella e un cucchiaio di legno e gli dissero: “Questi certo non li romperai!”. Una sera suo figlio e le nuora videro il loro bimbo, che raccattava i cocci della scodella di legno, che nonostante tutto si era rotta, e cercava di unirli.
Il padre gli disse: “Che fai?”.
Rispose il bambino: “Riaggiusto la scodella di legno, per dar da mangiare a te e alla mamma, quando sarete vecchi!”.
Ora il nonno mangia ancora a tavola con gli altri, che lo trattano bene e gli vogliono bene.”

zz (64)

La fiaba è molto presente nella tradizione svedese, nonostante sia stata scritta dai tedeschi fratelli Grimm (qui ho riportato un adattamento di Pascoli).

Ho preferito non indagare sul possibile messaggio subliminale contenuto nel dono ricevuto, ma ho chiesto al pargolo qualche informazione sui piatti tipici che ha consumato durante il suo soggiorno. Questo intruglio mi è sembrato gustoso e di semplice realizzazione, riadattabile alla preparazione con ingredienti il più possibile locali. Ecco quindi la mia personale rivisitazione del Gubbröra, che, tra l’altro, si può mangiare direttamente con le mani, senza scodella. A scanso di rischi futuri.

Ingredienti

  • pane di segale
  • 4 uova
  • 100 gr. di sarde sotto sale
  •  un porro
  •  un pizzico di erba cipollina, aneto, lemongrass, pepe bianco
  •  2 cucchiai di panna acida

Immergete le uova in acqua fredda, portate a bollore e fate cuocere per 9 minuti.

Raffreddatele sotto acqua corrente, sgusciatele e tagliuzzatele.

Pulite il porro e tritatelo con le erbe.

Sciacquate accuratamente le sarde, pulitele, sminuzzatele ed aggiungetele al resto.

Amalgamate il tutto con la panna acida.

Servite su fette di pane di segale e guarnite a piacereGubbrora. 

4 pensieri su “Gubbröra, Stoccolma ed un cucchiaio di legno

  1. Ciao Anna Laura, bella la fiaba saprei a chi farla leggere… la ricetta è un po’ simile a un antipasto milanese con uovo, aringa e cipolla .. appetitosa !

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