il mio gelato

Il mio gelato per il Club del 27

Il mio gelato per il “Club del 27” non è mio, ma del blog “La barchetta di carta di zucchero“, dove è stato pubblicato in occasione della lontana sfida MTChallenge n. 22 .

Premetto che non amo particolarmente i gelati, come tutti i dolci in generale, ma una sfida è una sfida e non avevo nessuna intenzione di rinunciare. E poi c’è il Doc che si sacrifica più che volentieri (ma alla fine, confesso, era talmente buono che l’ho mangiato anch’io).

Esaminando l’elenco delle ricette, ho notato subito la parola “lavanda”.

Quest’anno, per la prima volta in vita mia, dopo ripetuti tentativi falliti a varie latitudini e altitudini, in terreni soleggiati ed ombrosi, in vaso ed in giardino, sono finalmente riuscita ad avere la lavanda in fiore. Sul balcone. Così, senza darle troppa retta, innaffiando ogni tanto, Non uno sguardo, non una parola (si, perchè io con le piante ci parlo). La mia indifferenza l’ha ferita, lo so. Ha voluto dimostrarmi di essere bella, brava e migliore delle altre. E così l’ho fregata e ho avuto i miei fiori di lavanda per farci il mio gelato. Tié.

Un difetto di questo gelato è che finisce subito. Un altro difetto è che si scioglie piuttosto in fretta, come succede ai gelati molto dolci e senza additivi stabilizzanti. Ma se uniscono i due difetti, uno annulla l’altro.

Il mio gelato pralinato mandorle e lavanda.

Ingredienti:

  • 300 ml latte
  • 300 g zucchero semolato
  • 250 ml panna fresca
  • 45-50 g tuorli
  • 2 rametti di lavanda fresca
  • 3 cucchiai di mandorle tostate e leggermente salate frullate con una cucchiaiata di zucchero di canna biondo

Procedimento:

Mettere i due rami di lavanda in un pentolino insieme al latte e a metà dello zucchero.

Mescolare per sciogliere lo zucchero, poi mettere sul fuoco e portare fin quasi a ebollizione.

Togliere la pentola dal fuoco, coprire e lasciare in infusione per almeno 15 minuti per estrarre tutto l’aroma della lavanda.

Nel frattempo montare i tuorli con il restante zucchero finché il composto “scrive”.

Togliere la lavanda, riportare il latte quasi a bollore e versarlo a filo sulle uova montate mescolando continuamente con una frusta.

Versare in un polsonetto protetto da frangifiamma e fare addensare la crema inglese fino a quando non velerà il dorso di un cucchiaio e avrà raggiunto la temperatura di 85 °C. Non superare questa temperatura o lo stadio della velatura del cucchiaio, altrimenti la crema si coagula e impazzisce.

Toglierla immediatamente dal fuoco e immergere la base della pentola in una ciotola contenente acqua e ghiaccio mescolando continuamente, altrimenti si raffredda solo quella a contatto coi bordi del recipiente, mentre il resto rimane caldo.

Se l’acqua si intiepidisce sostituirla con altra acqua fredda e ghiaccio per abbatterne rapidamente la temperatura.

Quando la crema sarà fredda trasferirla in un barattolo a chiusura ermetica e far riposare in frigo almeno un’ora, anche tutta la notte: il composto deve essere freddo di frigorifero prima di passare alle fasi successive della lavorazione.

Unire la panna liquida al composto e amalgamarla benissimo.

A questo punto mettete il composto in gelatiera.

Se non avete la gelatiera: trasferire il composto in un contenitore basso, lungo e stretto munito di coperchio (le misure ideali sono cm 23x16x38, altrimenti suddividetelo in più contenitori piccoli, in modo che congeli uniformemente), tappare e riporre nella parte più fredda del freezer per 60-90 minuti.

Trascorso questo tempo la miscela sarà ghiacciata sulla base e sui bordi, ma morbida al centro.

Mescolarla molto velocemente con uno sbattitore elettrico per uniformarne la densità (volendo la si può trasferire velocemente nel robot da cucina per frullarla), poi riporla nuovamente nella vaschetta livellandola bene e rimettetela in freezer.

Ripetere il procedimento per altre 2 volte a intervalli di un’ora e mezza ciascuno; dopo la terza volta mescolare assieme al composto anche le mandorle frullate e trasferire il gelato nella vaschetta che lo conterrà, preferibilmente in polipropilene e riempita fino a 6 mm dal bordo; coprire il composto con un rettangolo di carta forno fatto aderire alla sua superficie (per limitare la presenza di aria umida e impedire la formazione di fastidiosi cristalli di condensa sulla superficie), tappare e rimettere in freezer per 30-60 minuti per far raggiungere al gelato raggiungere la giusta densità.

Prima di servire il mio gelato mandorle e lavanda, passarlo in frigorifero per 20 minuti.

Un’altra ricetta di gelato è QUI.

29 pensieri su “Il mio gelato per il Club del 27

    1. “Ben dosata” è la parola chiave. Mi è andata di lusso, ma mi sono resa conto che sarebbe bastato un quarto d’ora di infusione in più per renderlo immangiabile. Non è facile da trattare 😉 Grazie per la visita, cara.

  1. Omammina Santa…a parte che mi hai fatto ridere con la strategia dell’indifferenza verso la tua lavanda, ma pare essere stata una tecnica vincente perché la faccia del tuo gelato è quella di qualcosa di mooooolto buono.
    Con la lavanda ho sempre avuto soggezione perché il limite tra l’ottenere un aroma intrigante ed il la sensazione di masticare l’accappatoio passato in ammorbidente, è davvero sottilissimo.
    Credo inoltre che le mandorle si sposino da Dio con il fiore di lavanda.
    Bellissima scelta e stupenda esecuzione mia cara. Un abbraccione.

  2. Complimenti per la scelta del gelato. Mi sembra che tu sia stata l’unica a farlo. La tua lavanda sarà orgogliosa di essere finita a rendere speciale questa tua preparazione!

  3. Deve essere una cosa spettacolare, ha un’aspetto così invitante e goloso … potrei rifarlo ma senza lavanda, le mie piante reagiscono con l’indifferenza alla mia indifferenza manifesta, non ho speranze 🙂

  4. Non parlare a me di lavanda!! 🙂 che la metterei dappertutto! Per questa sfida ho fatto il gelato al cappuccino, ma sicuramente anche questo alla lavanda rientra nella mia lista dei to do !

  5. Che ti invidio tutte le tue erbette lo sai già, in questi casi in particolare mi viene voglia di trasferirmi a casa tua!

  6. La lavanda sul mio terrazzo ha retto esattamente due mesi dopodiché il vento di mare l’ha sterminata. Quindi apprezzo e comprendo i tuoi sforzi, nonché mi complimento per il risultato di averla finalmente avuta in fiore. Detto ciò il gelato alla lavanda deve essere qualcosa di straordinario. Avrei una voglia incredibile di provare a farlo. Grazie di partecipare sempre.

    1. In realtà, a parte quelle quattro spighette per il gelato e la foto, la mia pianta non ha prodotto altro. Ma non dispero, continuerò ad ignorarla. Grazie per essere passata! 🙂

  7. LA lavanda ha un gusto particolare e molto profumato. Ci sono due fazioni, in genere: quelli a cui piace tanto e quelli che la trovano troppo intensa.
    Io sono dei primi, e penso che con la mandorla ci stia benissimo!
    Mi hai incuriosito tanto!
    Brava AnnaLaura!

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