Mela dai? La cuciniera e le tapas

Una mela al giorno, con quel che segue.

L’MTC60, la più bella sfida del web, grazie a Mai Esteve (vincitrice del mese scorso), ad ottobre chiede le tapas.

Aiuto” è la prima reazione. “Tepossino” è la seconda. La terza è accantonare il tutto, in attesa di ispirazione.

Flashback. Interno, giorno. Nel letto con la testiera in ottone dorato, una donna anziana, il volto rugoso, i capelli grigi e corti che sparano da ogni lato, un pigiama rosa con il colletto in pizzo, visibilmente affaticata, ma grintosa. Seduto sul ciglio del letto un uomo, chiaramente un medico, stetoscopio al collo, aria benevola, sta esaminando alcune carte. Dietro di lui, in piedi, una donna di mezza età, braccia conserte, aria rassegnata, segue in silenzio gli avvenimenti.

Silvanella, queste analisi non vanno bene, pochi globuli rossi, l’emoglobina è scesa. La mangi la carne?” “No, non mi piace” “E gli spinaci?” “No, non mi piacciono” “E la frutta?” “Si, banane, uva, fichi…” “Ma non puoi, sei diabetica! Mangia le mele!” “Non mi piacciono” “Fattele piacere!” “E vabbè, mia figlia fa la cuciniera, me le preparerà in qualche modo accettabile“.

Che dire? Mia madre è la mia ancora di salvezza, la mia fonte di ispirazione, il mio faro nella tempesta. E anche tante altre cose meno piacevoli, che tralascio.

Grazie a lei ho scoperto

a) la mia professione: cuciniera.

b) il tema delle mie tapas: la mela

c) perché ho un fastidioso tic all’occhio sinistro, dopo essere stata da lei.

Quindi, partiamo con le tapas e le tre declinazioni di mela (verde, Grammy Smith, la meno calorica e anche la più bella).

La prima richiesta è il pincho, ossia un tot di roba infilzata in uno spiedino, da mangiare in uno o due bocconi. Poi il montadito: mini panino con ripieno muy godurioso. Infine, la tapa, servita in piattino, da mangiare con posata annessa.

Ed ecco il risultato, non troppo apprezzato dal medico, ma assai dalla sig,ra Silvana, che ringrazia l’MTC e aspetta già la prossima sfida. Tra parentesi: lei suggerisce “creme goduriose” oppure “cotiche a gogò”.

  • Il pincho:

Coda di gambero in gelatina di mela verde su falafel

mela-dai-pincho

Ingredienti:

  • code di gamberi
  • una mela verde Grammy Smith
  • agar agar
  • ceci ammollati in acqua per 24 ore
  • cipolla, aglio, prezzemolo, cumino, sale
  • farina di ceci
  • olio extra vergine di oliva
  • un peperoncino piccante

Procedimento:

Soffriggere il peperoncino a pezzi nell’olio.

Passarvi velocemente le code di gamberi pulite (lasciate un pezzettino di guscio alla fine, dove c’è il “ciuffetto”).

Frullare la mela con poca acqua, poi filtrarla in una pezzuola di lino, strizzando bene.

Portare ad ebollizione il liquido ottenuto ed aggiungere l’agar agar ( 1 g ogni 150 ml di liquido) e cuocere a fuoco lento, mescolando, per qualche minuto.

Lasciare intiepidire, versare in bicchierini di carta da caffè ed inserire in ogni bicchierino una coda di gambero, con la parte finale rivolta verso l’alto. Mettere a raffreddare in frigo.

Frullate i ceci con sale, cipolla, aglio, prezzemolo, cumino e l’olio di cottura delle code di gamberi.

Formate delle palline della grandezza di una noce, passatele nella farina di ceci e friggetele in olio bollente fino a doratura.

Lasciatele raffreddare, poi togliete le code di gamberi dagli stampi, sovrapponeteli con la gelatina alle polpette ed infilzate il tutto con uno spiedino.

  • La tapa

Pollo allo zenzero con mela caramellata e fagioli atzuki neri

mela-dai-tapa

Ingredienti:

  • petto di pollo
  • fagioli atzuki neri ammollati in acqua per 24 ore
  • alloro
  • sale
  • pepe nero
  • mela verde Grammy Smith
  • zucchero
  • burro
  • zenzero macinato e fresco
  • olio extra vergine di oliva
  • una noce di burro

Preparazione:

Lessare i fagioli in acqua con sale e alloro per 30 minuti.

Tagliare il petto di pollo a striscioline e cospargerlo di zenzero macinato e pepe

Tagliare a cubetti la mela con la buccia, dopo averla lavata accuratamente.

Scaldare olio e burro in una padella e mettervi il pollo, i fagioli ben scolati e la mela con qualche pezzettino di zenzero fresco, saltandoli per pochi minuti.

Si può servire sia caldo che freddo.

  • Il montadito

Brioche salata con salsa di mela piccante, capasanta scottata e pomodorino confit

mela-dai-montadito

Ingredienti:

  • capesante fresche
  • peperoncino rosso in polvere
  • olio extra vergine di oliva
  • pomodorini confit
  • mela verde Grammy Smith
  • cipolla bianca
  • gambo di sedano fresco
  • sale
  • prezzemolo

Procedimento:

Preparare le brioscine seguendo QUESTA RICETTA (cliccare).

Soffriggere in olio caldo la cipolla ed il sedano.

Frullarli senza scolarli con la mela, il sale ed il prezzemolo.

Scottare per un paio di minuti a lato le capesante ed i loro coralli.

Cospargerli con un pizzico di sale e di peperoncino in polvere.

Tagliare a metà le brioche, farcire la parte inferiore con la crema di mela, poggiarvi la capasanta con il suo corallo e aggiungere i pomodorini confit ottenuti con QUESTO PROCEDIMENTO (cliccare).

Con questa ricetta partecipo all’MTChallenge

mela

20 pensieri su “Mela dai? La cuciniera e le tapas

  1. eh ma allora dillo che vuoi vincere facile!!

    Mi pare di vederti, col tic all’occhio, alle spalle del dottore, è come un dejà vu, per me….

    sempre al top, tu. Si fatica a starti dietro…

  2. Vorrei essere una vecchia mamma e avere una figlia cuciniera…
    Ammazza che proposta e ora credo che la tua mamma mangi tutto
    P.s. ma quella mano favolosa è della cuciniera?
    Very very good

  3. Troppo simpatica tua madre anche se è responsabile di quel tic all’occhio… 🙂 e troppo buone le tue proposte con abbinamenti interessanti e inusuali. Complimenti!

    1. Grazie davvero, Claudio! La tua visita mi ha fatto molto piacere. Il tic all’occhio è passato, ma prevedo altri futuri scompensi… con mia madre non si sa mai 😉 😀

  4. Tu e la tua mamma mi avete fatto fare due risate di cuore….e capisco molto bene quel tic all’occhio….proprio oggi ho pensato che si fosse persa per strada, poi per fortuna è tornata mentre tutti la cercavamo affannati….lei tranquilla tranquilla come nulla fosse….altro che tic…che dire cuciniera!!! Complimenti per le tue tapas!!

    1. Pagnottella cara, noi ci salviamo perché mamma è immobilizzata in casa. Se uscisse, ci vorrebbe il braccialetto dei sorvegliati speciali alla caviglia (si capisce che seguo tutte le serie gialle americane? 😀 )

  5. Lasciami che ti dia un 10, così, già di buon inizio!
    Per specificare che tu, i cecci e i faggioli li cuoci, no non scherzo, perche non è da tutti ed io questa cosa, che magari per te come per me è un gesto normale e abituale, per altri non lo è.
    Mi ha fatto tanto ridere di come hai deciso il fil rouge delle tue tapas, certo che siete delle persone alegre, ci ho visto un pò di «casa vianello»…
    MA parliamo di cose serie, perche tu potrai scherzare ma gia partendo con quella coda di gambero in gelatina di mela verde, hai lasciato chiaro che qua non si scherza mica, che fai le cose sul serio. E ciò ancora mi affascina di più, perche intravedo un evidente divertimento in quello che cucini ma credendo seria e fermamente in quello che fai! Un altro dieci! Non ti dico poi del falafel, con i ceci … appunto, ma anche l’uso furbo del agar agar (e qui non lo vedi ma ti strizzo l’occhio 😉
    Tapa assolutamente sana e gustosa (anche qui anche gli atzuki ti sei preparata)
    Non dimentichiamo che per il montadito hai fatto pure le briosce con il lievito madre…
    Non so se una mela al giorno toglie il medico di attorno ma so che io verrò più spesso qua da te!

    Bravissima!!!!

  6. La mamma ha (quasi) sempre ragione, quindi se dice che sei una cuciniera, vuol dire che lo sei! 😀
    La prova? Queste magnifiche tapas!!!
    Un abbraccio

  7. Un Natale, mia nonna si era improvvisamente sentita male. Neanche il tempo di chiamare la guardia medica che si era gia’ ripresa, ma mia mamma aveva comunque voluto che il dottore la visitasse da cima a fondo e, gia’ che c’era, che raccogliesse le sue lamentele: “si compra la salsiccia di nascosto, l’ho sorpresa di notte a cuocersi un uovo fritto, nascondo il cibo e lo trova, glielo dica lei, dottore, che cosi non si fa”
    Al che il medico aveva guardato la vecchietta- all’epoca gia’ ultranovantenne- beccandosi sguardi levati al cielo e guance gonfie, pronte a sbuffare. E allora aveva risposto: “ma signora, vuol farla arrivare a 105 anni? deve preservarsela privandola delle poche gioie che le restano? capirei se stesse male, ma e’ un fiore! e se dovesse capitarle qualcosa, la sua vita se l’e’ vissuta, piu’ di tanti altri”
    Il gelo che era seguito era stato interrotto solo dalla voce di mia nonna:
    “prendi un po’ il nome di questo dottorino, che lo voglio come “u me-e meghu” (il mio medico)
    Mia madre, di tic all’occhio, ne aveva due.
    Per occhio.
    Ma ha sempre cucinato divinamente.
    Che dipenda da quello? 🙂
    Sempre piu’ brava!

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