Mostarda di uva fragola e ciliegie – miracoli di Calabria

Il Servizio Cittadinanza delle Donne e Culture delle differenze/Centro Donna, il Centro Culturale Candiani del Comune di Venezia e l’Associazione culturale “Voci di carta”, hanno raccolto, nei primi mesi del 2015, una serie di racconti legati al cibo, e li hanno pubblicati in un libro dal titolo “Impiattiamo la vita”.

Oggi è arrivata la mia copia del libro.

Mi spetta perché, immodestamente, tra gli autori ci sono anch’io.

Non sono una scrittrice, ed il mio racconto è stato scritto velocemente e di getto, senza quasi pensarci, anche perché è scolpito nella mia mente, per averlo sentito narrare tante volte dalle “memorie storiche” della famiglia.

Spero di avere trasmesso tutto il mio grande amore per la Terra di Calabria, povera di mezzi, ma ricca di frutti; la Terra dove “si muore di povertà, ma non di fame”, perché i prodotti che altrove vengono coltivati in serra e venduti come beni preziosi, quaggiù si trovano lungo le strade, alla portata di chiunque: dalla cicoria agli asparagi, dalle susine ai fichi d’india, dalle castagne agli agrumi di ogni tipo. Senza dimenticare i freschi e gustosi abitanti di un mare ancora, in molti tratti, incontaminato e cristallino.

Il racconto (lo trovate QUI) fa riferimento ad una ricetta che, come tutti i miracoli, accade solo in determinati luoghi, e solo per brevi periodi:

La mostarda di uva fragola e ciliegie di mamma Né.

 

Nata per caso e possibile solo nel Sud Italia, dove l’estate dura abbastanza a lungo da permettere di trovare, contemporaneamente, uva fragola e ciliegie, questa mostarda non richiede zucchero. Al posto della canonica senape si aggiunge il peperoncino. Si realizza anche con sola uva, oppure con i fichi. E’ prudente non attendere troppo a lungo per consumarla, ma si conserva comunque per 3/4 mesi.

Viene utilizzata in accompagnamento a carni dal sapore forte, come la selvaggina.

Ingredienti:

  • 1 kg. di uva fragola
  • 250 gr. di ciliegie
  • 1 mela verde
  • 5 chiodi di garofano
  • 1 peperoncino

Mettere l’uva e le ciliegie, ben lavate, in una pentola dai bordi alti e cuocere a fuoco vivo per una decina di minuti, fino a quando iniziano ad ammorbidirsi.

Passarle nel setaccio e rimettere il composto sul fuoco, aggiungendo la mela verde sbucciata e tagliata a pezzettini o, meglio ancora, frullata.

Asportare i semi dal peperoncino, chiuderlo in una garza insieme ai chiodi di garofano ed aggiungere al resto.

Cuocere a fuoco lento per 40/50 minuti: deve raggiungere la consistenza di una confettura.

Nel frattempo, sterilizzare i vasetti ed i coperchi facendoli bollire.

Riempire i vasetti con la mostarda bollente, chiuderli bene e farli raffreddare capovolti.

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