sanguinaccio

Sanguinaccio – non si dice, non si fa.

Il sanguinaccio non si fa, non è permesso, anzi, ne è vietatissimo il commercio.

In questa settimana, che il Calendario Italiano del Cibo di AIFB dedica al maiale, però, vorrei parlare proprio del sanguinaccio.

Per consumo personale, in realtà, si usa ancora, anche se… insomma, diciamolo: se non si è abituati non è facile accettare l’idea. Però è considerato una vera ghiottoneria e si consuma solo in occasione della tradizionale sagra del maiale, in gennaio, poiché non si conserva a lungo.

Ecco gli ingredienti:

  • 50 g di amido di mais,
  • 1/2 l di sangue di maiale,
  • 1/2 l di vino cotto,
  • 500 g di zucchero,
  • 100 g di cacao amaro,
  • cioccolato fondente a piacere,
  • canditi,
  • vaniglia,
  • cannella,
  • sale,
  • una noce di burro.

Il sangue del maiale va utilizzato subito, per evitare che si coaguli.

Appena viene raccolto si aggiunge un po’ di sale per rallentare il processo, e si mescola continuamente, con pazienza, compito spesso affidato ai più giovani partecipanti al rito sacrificale che fa parte da secoli della tradizione calabrese.

Il sangue viene poi filtrato e si versa in una pentola (possibilmente di rame) insieme al vino cotto; si aggiungono l’amido di mais, lo zucchero, il cacao ed il cioccolato tritato, si porta a bollore e si cuoce per 30/40 minuti, continuando a mescolare.

A fine cottura si aggiungono gli aromi ed i canditi, ed una noce di burro, per rendere più cremoso e vellutato il composto.

In alcune zone si usa aggiungere anche frutta secca, in genere le noci, ma anche le nocciole, o i pistacchi.

Si invasa bollente e si lascia raffreddare capovolto, come le marmellate.

Si conserva in frigo e va consumato nel giro di una settimana al massimo.

Di solito si consuma come una crema al cioccolato: in coppette con i biscotti, spalmato sul pane o si utilizza per le crostate.

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