sciroppo di sambuco

Sciroppo frizzante di fiori di sambuco

“Sciroppo” è per me una di quelle parole particolarmente evocative.

Nel crutìn di mia nonna, che in dialetto andornese (Andorno Micca, provincia di Biella, patria di Pietro Micca e del ratafià), erano sempre presenti quei liquidi colorati che per me avevano un che di magico, mi facevano pensare a benefiche pozioni dai poteri inaspettati.

Bianchi, gialli, arancioni, rossi, verdi, azzurrini. Limpidi o lattiginosi, a volte con erbe e frutti annegati al loro interno, venivano usati con parsimonia, qualche goccia in un bicchierone d’acqua per dissetare, ma a volte anche per curare.

La nonna riciclava le bottiglie della gazzosa (che i miei zii mischiavano al vino nella vana speranza di annacquarlo, ottenendo il risultato di berne il doppio e anche di più), oppure di spuma, la bevanda che all’epoca andava per la maggiore. Quelle bottiglie le ricordo bene: avevano il tappo a molla, con la guarnizione. Nessuna etichetta, nonna Neta ricordava perfettamente il contenuto di ogni singola bottiglia.

Andavamo spesso a raccogliere insieme gli ingredienti. Il mio cruccio è di non ricordare più le erbe spontanee che utilizzava, ora mi piacerebbe conoscerle e riconoscerle.

Però ricordo perfettamente sapori e profumi. Dalla ruta, che aiutava la digestione, alla menta, rinfrescante per eccellenza. Dal dolcissimo latte di mandorla al fiammante sciroppo di melagrana.

Ma il più profumato in assoluto era senz’altro lo sciroppo di sambuco.

Anche il Calendario del Cibo Italiano dedica una giornata agli sciroppi, così, con un pizzico di commozione e di nostalgia, oggi l’ho preparato anch’io.

sciroppo frizzante

Sciroppo frizzante di fiori di sambuco (dal libro: “Autosufficienza in fattoria, dispensa, cantina” Ed. Del Baldo)

Ingredienti

  • 6/8 fiori (ombrelli) di sambuco
  • 1 limone non trattato
  • 1/2 bicchiere di aceto
  • 1/2 kg di zucchero semolato
  • 2,5 lt di acqua

Procedimento

Lavate e affettate i limoni e metteteli a macerare per dieci giorni nell’acqua con i fiori di sambuco, lo zucchero e l’aceto, in un luogo riparato.

Trascorso il tempo, filtrate più volte il liquido strizzando bene i fiori e i limoni.

Travasate nelle bottiglie a chiusura ermetica, riempiendole per 3/4.

Visto? E’ facilissimo.

Aggiungendo acqua o succo di amarene otterrete una bevanda molto dissetante.

QUI invece trovate le indicazioni per un ottimo aperitivo.

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