SoCook! e la cuoca irrequieta

Nella mia insaziabile sete di imparare, conoscere, crescere, migliorare, ho scelto di seguire anche un mini corso di poche ore da SoCook!, a Roma, accompagnata da mio figlio, altro grande patito di cucina.

Mettiamo da parte il concetto generico di “scuola di cucina” come aula in cui si ha a che fare con uno chef professionista che il più delle volte se la tira, ti fa sentire fortemente incompetente (certo, lo sei, ma non è carino ribadirlo), ti bacchetta e ti rimprovera, e ti fa uscire dalla cucina con un forte senso di inadeguatezza ed un vorticoso calo di autostima. E magari hai firmato cambiali fino all’età pensionabile, per seguirlo.

SoCook! ti mette allegria già dall’esterno: una grande vetrata permette di vedere i tavoli di acciaio scintillante, le stoviglie immacolate, le attrezzature ben disposte e pronte all’uso.

Poi entri e trovi un ambientino accogliente, qualche tavolino messo in fila, l’affaccio sulla cucina, un paio di mobiletti e allegri decori che ti fanno pensare ad un bistrot parigino.

E poi c’è lei, Sabina Fiorentini: la chef, la maestra? Macché, un’amica da subito, cordiale e sorridente, che ti accoglie con un abbraccio e ti mette subito a tuo agio.

Niente supponenza, niente prosopopea: ti spiega tutto su polli, tacchini e faraone, ti insegna qualche trucchetto, ti svela qualche ricetta, ti dice “brava!” anche se al termine dell’autopsia il tuo petto di tacchino è pressoché sbriciolato. Ho imparato più in quattro ore con lei che in tutto il corso con nonsipuòdirechi.

Ma, soprattutto, mi sono divertita, tanto. E se in cucina non ci si diverte, che gusto c’è?

SoCook! è anche molto altro, non solo scuola di cucina. Vi invito a visitare il sito e, se siete a Roma, fateci una capatina. E per saperne di più, ecco cosa mi ha detto Sabina, la “cuoca irrequieta” che non sa ancora cosa farà da grande:

> Chi è Sabina Fiorentini?
Mi definirei una persona curiosa, irrequieta, sempre in cerca di nuovi stimoli. Lavorativamente parlando, sono stata e sono, in rigoroso ordine temporale, commercialista, traduttrice free lance, libraia, personal chef, titolare di una scuola di cucina.
> Cosa è SoCook?
E’ una scuola di cucina e non solo. so cook! è anche laboratorio, spazio eventi, enoteca e fra poco bistrot. Ho definito so cook! la mia isola che non c’è. Un sogno che si avvera, o meglio, lo strumento per iniziare ad avverare un sogno.
> Da cosa è nata la passione per la cucina?
Dall’infanzia e dai pomeriggi trascorsi in cucina con la mia nonna materna, cuoca straordinaria. Parlo spesso di lei, sul blog, e ora a lezione con gli studenti. L’altra sera c’è stata una standing ovation, ho proposto alcune sue ricette che hanno entusiasmato la classe. Una grande soddisfazione. Non è la prima volta che succede. Ormai nonna Gina è una garanzia. Mi chiedo cosa stia pensando da lassù. Non era una donna facile. Conoscendola, tanto clamore potrebbe infastidirla. Io però sono testona e continuo a celebrarne le doti culinarie.
> Sul sito di SoCook parli di un sogno realizzato: quindi per te questo è un punto di arrivo?
No assolutamente, so cook! è un punto di partenza. Come dicevo prima, so cook! è uno strumento per iniziare a realizzare quello che ho sognato finora.
> Quali difficoltà hai incontrato per realizzare il tuo progetto?
Miriadi di difficoltà burocratiche. Cavilli, regolamenti, ordinamenti, pratiche bloccate, tempo perso inutilmente, mesi di affitto pagati senza poter avviare l’attività. Un vero incubo che nel nostro paese impedisce il libero scorrere di tanta buona energia, di volontà e idee. Un vero peccato. Se non avessi avuto chi mi sosteneva, aiutava e supportava in questo percorso a ostacoli non ce l’avrei fatta.
> Ritieni che ci siano prospettive di crescita in questo campo?
Nel settore delle scuole di cucina? Non so. Roma, la città in cui vivo e lavoro, non è un mercato facile. Siamo alla saturazione secondo me. Bisogna ricavarsi una propria nicchia e perseguire la propria strada con determinazione e tenacia.
> Com’è il frequentatore tipo di SoCook?
La clientela di so cook! non è ancora ben definita, abbiamo aperto solo 4 mesi fa. Si sono iscritti molti liberi professionisti amanti della buona tavola e del sorriso. Sono arrivati i primi turisti. Allegri, entusiasti, curiosi.
> Quale è il settore di SoCook che ti soddisfa di più?
Per ora le lezioni di cucina sono l’aspetto che ho curato di più e che inizia a darmi soddisfazioni. Fra poco inizieremo con la somministrazione e i team building. Vedremo.
> Quale genere di cucina preferisci: tradizionale, innovativa, straniera, o…?
Tradizionale rivisitata in chiave innovativa e creativa. Adoro le contaminazioni.
> Cosa vuoi fare da grande?
Bella domanda. Sai che non lo so? Confesso di avere un altro sogno nel cassetto. Lo accarezzo di tanto in tanto e lo rimetto a posto. Se la vita mi concederà il lusso di provarci, non è escluso che prima o poi tenti anche questa carta. Ti ho detto che sono irrequieta….

 

2 pensieri su “SoCook! e la cuoca irrequieta

  1. Che dire? Grazie, davvero di cuore. Mi commuove tanta entusiastica e allegra condivisione. Sono felice che siate stati bene, felice delle tue parole. Grazie di cuore, anche per come hai espresso le tue emozioni e la tua esperienza. Mi fa davvero paicere. Comunque…non hai smembrato nulla, sei stata bravissima e nessun docente ti mortificherebbe perché saresti all’altezza. Parola di cuoca irrequieta. Sai che potrei rivendermi questa definizione? Mi piace assai e mi calza a pennello. Un abbraccio a te e a Stefano.

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