afternoon tea

Afternoon tea del millennio scorso

Afternoon tea. Mai sfida MTChallenge fu più lontana dalle mie corde. Ma Valeria Caracciolo, vincitrice della sfida precedente (con una ricetta da sballo) e per un mese soprannominata “tepossino” così ha voluto e così sia.

Era il millenovecentoenonso. Diciamo il secolo scorso, anche il millennio, e già fa venire i brividi.

L’insegnante di inglese organizza la vacanza studio in Inghilterra e decidi di andare; prometti ai genitori pagelle al top e niente più rientri serali oltre le 23, ti appiccichi ai libri di inglese, ascolti le canzoni in inglese, fai traduzioni inglese-italiano e viceversa come se piovesse (negli anni in questione con c’era internet) e insomma, parti con l’entusiasmo dei sedici anni e con altrettanta incoscienza, la valigia piena di cose inutili come l’arricciacapelli e priva dei beni di prima necessità come un pacco di spaghetti.

Primo volo in aereo, il panico coperto dalle risatine isteriche condivise con gli amici più terrorizzati di me. La forza del gruppo. La signora Cheeseman (giuro, si chiamava proprio così) ci accoglie con un sorriso e una tazza di té. Lei parla solo inglese, chiarisce. Per fortuna, la mia compagna di avventura, Luigia, capisce una parola su quattro, ed è già una buona media. Io mi arrangio a parlare (più che altro a gesti, ma conta il risultato).

In qualche modo, inizia il mese di convivenza, che comprende otto ore di studio al giorno con un insegnante di madrelingua, che si rivela più interessato alla musica e agli spinelli che ad insegnarci l’inglese. Caro Ian, quante risate nella tua mansarda!

Alle 17 si rientra a casa e, immancabilmente, miss Cheeseman ci propina il té.

E’ da allora che ho iniziato ad odiarlo? In genere era accompagnato da mollicci tramezzini spalmati di marmellata di fragole e asciuttissimi biscottini che si “inchiummavano” in gola, costringendoti a bere l’orrenda brodaglia per evitare il rischio soffocamento.

Tutto ciò per dire che non sono un’amante del té e tantomeno un’intenditrice.

In quella vacanza conobbi, però, la mia amica Mariaana, figlia di una finlandese e di un francese, che viveva lì a Weymouth. Mariaana e il mio compagno di classe Fabio si innamorarono e per anni vissero la loro storia a distanza, fino a quando si sposarono e Mariaana venne a vivere nella mia stessa città. Bella storia, vero? La cosa più bella è che lei ama il té ed è una grande intenditrice, così mi sono rivolta a lei.

Mariaana mi ha spiegato che ad ogni tipo di té si abbina un diverso accompagnamento, dolce o salato che sia, e per evitare di cannare mi ha consigliato di andare su un semplice Earl Grey. Ovviamente, preparato seguendo le regole dell’MTC.

Io ho seguito il consiglio e spero di aver fatto bene. La soddisfazione più grande è stata invitare Mariaana a prendere il té da me. La difficoltà maggiore è stata recuperare due tazze idonee e una teiera.

E questo è il risultato.

Scones (da una ricetta di Donna Hay leggermente modificata)

Ingredienti per 12/15 scones

  • 250 g di farina 00
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • 95 g di zucchero semolato
  • 25 g di burro a temperatura ambiente
  • 85 ml di latte
  • 60 g di panna fresca

Accendere il forno a 180°.

Setacciare la farina con lo zucchero ed il lievito in una ciotola, poi aggiungere il burro sciolto e mescolare velocemente.

Unire il latte e la panna e fare amalgamare.

Versare l’impasto su una superficie infarinata (sarà piuttosto appiccicoso) e stenderlo a 2 cm di spessore circa.

Ritagliare gli scones con un coppapasta da 4 o 5 cm di diametro e sistemarli su una teglia leggermente unta e ricoperta di carta forno.

Cuocere per 15/20 minuti.

Clotted Cream

Versare la dose desiderata di panna fresca (al 35% almeno di grassi) in una teglia bassa e larga, coprire con alluminio ed infornare a 80° per 12 ore.

Lasciare intiepidire senza rimuovere la parte liquida e mettere in frigorifero per altre 12 ore.

Lemon and bergamotto sunshine marmalade (da “A Pot of Marmalade: The ultimate guide to making and cooking with marmalade” di Sarah Randell)

Ingredienti per 8 barattoli da 340 g

  • 1 piccola mela ca. 200 g
  • 800 g di limoni
  • 300 ml di succo di bergamotto
  • 2 kg di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 2 bustine di té Earl Grey

Pelare e togliere il torsolo alla mela mettendo gli scarti su una garza doppia. Tagliare la mela a dadini e trasferirli in una padella con 4 cucchiai di acqua. Cuocere a fuoco lento, parzialmente coperto, per 10-15 minuti fino a quando non sarà morbida, mescolare di tanto in tanto e aggiungere acqua se necessario.

Nel frattempo tagliare i limoni a metà e spremerli raccogliendo il succo in un contenitore graduato, eliminare i noccioli e aggiungere un po’ di polpa al succo spremuto.

Tagliare le bucce di limone in quarti (eliminare prima le estremità e metterle nella garza con gli scarti della mela ed i semi dei limoni) e sminuzzare la scorza mantenendo la parte bianca interna e metterla in una ciotola capiente. Unire il succo di bergamotto e aggiungere acqua al succo fino ad ottenere 1,5 l di liquidi e mettere nella ciotola con la scorza.

Unire le 4 estremità della garza formando un sacchettino, stringere e legare con lo spago mantenendo un’estremità abbastanza lunga da poterla tenere all’esterno della pentola. Mettere anche il sacchettino nella ciotola e sommergerlo con il liquido. Coprire e lasciar riposare tutta la notte.

Mettere la mela cotta in un’altra ciotola e lasciar raffreddare coperta.

Il giorno seguente versare il tutto in una pentola, compresa la mela cotta, tirare il sacchettino di garza a lato e portare ad ebollizione ridurre poi la fiamma e cuocere a fuoco lento per 30-45 minuti mescolando di tanto in tanto.

A questo punto rimuovere il sacchettino spremendolo bene cercando di estrarre più pectina possibile, mettere in infusione le due bustine di té per qualche minuto e poi toglierle ed aggiungere lo zucchero – la marmellata sembrerà molto liquida ma continuare la cottura fino a quando lo zucchero non sarà completamente sciolto. Togliere dal fuoco e aggiungere il bicarbonato poi portare nuovamente sul fuoco (attenzione che inizialmente bollirà in modo vigoroso).

Aumentare il calore e far sobbollire per 20-25 minuti. Lasciar riposare 15 minuti poi trasferire in barattoli sterilizzati, chiudere e lasciar raffreddare completamente.

Pane per tramezzini (ricetta delle sorelle Simili presa da QUI)

(per uno stampo a cassetta quadrato con coperchio di 27×10 – grammi 800) – io ho diviso in due le quantità utilizzando due stampi più piccoli e in metà impasto ho sostituito la farina 00 con 150 di manitoba e 125 di integrale
  • 550 grammi di farina 00
  • 22 grammi lievito di birra fresco
  • 22 grammi di burro morbido (o strutto)
  • 11 grammi di sale
  • 280 grammi circa di acqua
  • 1 cucchiaino raso di zucchero
  • 1 cucchiaino raso di malto.

Setacciate la farina.
Nella ciotola della planetaria versate 180 grammi di acqua, sciogliete lo zucchero e il malto.
Ora aggiungete il lievito di birra fresco sbriciolato e scioglietelo, mescolando.
Unite due manciate di farina e mescolate.
Aggiungete il sale e il burro morbido (o strutto).
Lavorate aggiungendo la farina e l’acqua rimasta.
Impastare per cinque minuti.
Levate l’impasto dalla ciotola della planetaria,mettetelo sulla spianatoia, lavoratelo fino a dargli la forma di un salsicciotto.
Mettetelo nello stampo a cassetta,precedentemente imburrato,coprite con il coperchio, lasciandolo aperto circa un dito.
Fate lievitare per 1 ora.

Nel frattempo portate alla temperatura di 200 – 220° C.
Una volta raggiunta la temperatura, chiudete completamente lo stampo e infornate per 45 minuti.

Sfornate, quindi togliete il pane dallo stampo e fatelo raffreddare sulla gratella.
Tagliatelo a fette solamente quando è freddo.

Per la farcitura:

Tagliate il pane a fette nella forma voluta, accoppiate le fette e spalmate su quello integrale un poco di burro in crema amalgamato ad erba cipollina fresca tritata, poi coprite con fette di salmone scozzese affumicato (se volete affumicarlo in casa come ho fatto io -figata spaziale- QUI e QUI trovate come fare).

Sulle fette di pane bianco spalmate il formaggio cremoso e aggiungete qualche fettina di cetriolo fresco.

Con questo tea-for-two partecipo all’MTC n.71

8 pensieri su “Afternoon tea del millennio scorso

  1. Mi hai fatto morire dal ridere, tra il professore più interessato alla musica e agli spinelli che a insegnare e la descrizione dei tuoi tè pomeridiani. 😀 Mi hai ricordato le mie prime vacanze studio in Inghilterra, la paura di non capire, il conforto della ragazza in famiglia con me, che capiva qualcosa di più, le risate, i cibi strani che però – sono sempre stata di bocca buona – ho cercato di farmi piacere. Sono esperienze indimenticabili e bellissime, che il tuo post mi ha fatto rivivere.
    Detto questo, meno male che il tè non è nelle tue corde: hai fatto delle cose strepitose!
    Un abbraccio.

  2. Weymouth é una cittadina molto carina ed, a parte la pessima esperienza con il té preparato dalla signora cheeseman, immagino sia stata una magnifica esperienza.
    Nonostane tutto direi che te la sei cavata, anche se gli scones non hanno davvero l’aspetto degli scones 🙂

  3. Grazie per essere passata da me, sei stata gentile.
    Se ritorni ho provato a spiegare meglio come fare torta a scacchi, anche se di spiegazioni migliori della mia ne è piena la rete 🙂
    Complimenti anche per il tuo tè, hai ragione è stata una sfida giocosa davvero molto carina

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