Brodo di giuggiole, la riscoperta dei frutti antichi

Brodo di giuggiole

Corbezzolo, corniolo, giuggiolo, mela cotogna, pesca merendella. Sono solo alcuni dei cosiddetti “frutti dimenticati”, quelli che non interessano alla grande distribuzione, quelli che crescono ancora, spontaneamente, in qualche giardino di vecchia data e che, alle persone della mia età (sigh) fanno riassaporare l’infanzia, l’estate passata in campagna dai nonni, i giochi con i cuginetti tra il fieno e il pollaio.

Ebbene si, non avevamo smartphone, PC e videogiochi, ma ci divertivamo un mondo.

Io il giuggiolo ce l’ho, in giardino. Cresce bene, è rigoglioso e generoso, forse perché è molto amato.

Brodo di giuggiole

Mia nonna ne ricavava il brodo di giuggiole, una specie di elisir miracoloso, conservato religiosamente nel “crutin”, il fresco sgabuzzino che faceva da dispensa e che a me sembrava il paese di Bengodi. Si tirava fuori solo in occasione di visite importanti e veniva centellinato in minuscoli bicchierini decorati con motivi dorati, accompagnato da qualche biscottino.

A me era proibito assaggiare il brodo di giuggiole. Ovviamente lo feci, di nascosto, e non mi piacque affatto.

A distanza di tanti anni ho voluto tentare l’esperimento e stavolta ho apprezzato, e anche parecchio. Soprattutto la variante alcoolica (ti pareva…)

Vi propongo la ricetta, oggi che sul Calendario del Cibo Italiano è la giornata dei frutti antichi.

Brodo di giuggiole

Ingredienti per lo sciroppo:

  • 750 g di giuggiole
  • 1 mele cotogna
  • 10 acini di uva “zibibbo”
  • La scorza grattugiata di un limone
  • Un pizzico di cannella
  • 250 g di zucchero
  • 150 ml di vino rosso
  • 1 lt. circa di acqua

Da aggiungere per il liquore:

  • 250 g di giuggiole
  • Alcool per liquori o grappa q.b.

Preparare prima l’infuso per il liquore.

Lavare e asciugare bene le giuggiole, tagliarle a metà senza togliere il nocciolo, sistemarle in un boccale e ricoprirle c filo con alcool per liquori, o grappa. Conservare in luogo fresco e buio, scuotendo il boccale di tanto in tanto.

Per preparare il brodo, lasciare appassire per due o tre giorni le giuggiole all’aria aperta, controllandole affinché non marciscano.

Lavare, asciugare e sbucciare le giuggiole, la mela e l’uva.

Asportare i noccioli delle giuggiole, che potranno essere aggiunti all’infuso alcoolico.

Eliminare i semi della mela e dell’uva.

Tagliare tutto a pezzetti e sistemare in un tegame dai bordi alti. Spolverare con lo zucchero e lasciare riposare in frigo per almeno una notte.

Coprire il tutto a filo con acqua e cuocere per almeno un’ora, fino a quando il  liquido sarà quasi completamente consumato.

Aggiungere la cannella, la buccia di limone ed il vino, poi riportare a bollore e cuocere per altri 20/30 minuti, per fare evaporare l’acool.

Passare al setaccio e filtrare in un canovaccio di lino pulito. La polpa che rimane può essere invasettata, ancora calda, in vasetti sterilizzati che andranno poi capovolti per ottenere il sottovuoto. Sarà un’ottima confettura dalla lunga conservazione.

Il liquido ottenuto è il brodo di giuggiole, al quale si può aggiungere l’infuso alcoolico ben filtrato, regolandosi a piacere sulla gradazione alcoolica che si vuole ottenere.

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