Busiate alla trapanese, somiglianze tra cugini

Le busiate: amici calabresi, non trovate una certa somiglianze con i nostri fileja? Entrambi lavorati a mano, entrambi arrotolati sul ferretto… poi, certo, si spazia con i condimenti.

Niente di strano, in fondo siciliani e calabresi sono cugini e la cuginanza, si sa, è un legame forte, amorevole, affettuoso.

I miei cugini gemelli, nove anni più di me, vivevano in Piemonte ed io andavo lì a passare le vacanze con mia nonna. Ero la loro vittima, mi facevano un sacco di scherzi anche cattivelli, ma io li adoravo e li seguivo ovunque.

In fondo mi volevano bene: mi portavano con loro a catturare rane, mi insegnarono a sparare con la carabina alle lucertole, a lanciarmi sui covoni di fieno dal tetto del granaio. Si, insomma, cose da bambini, no?

Mi ingozzarono anche con un enorme pomodoro crudo, a rischio soffocamento. Ah, quanto amore. Da allora ho un rifiuto per il pomodoro in pezzi, ma lo mangio volentieri se è ridotto in passata, in polpa, in salsa. O in pesto, come in questa ricetta.

BUSIATE ALLA TRAPANESE

(da “Sale & Pepe” – agosto 2018, realizzate per “Keep Calm and what’s for dinner?”)

PER 4 PERSONE

400 g di semola di grano duro

300 g di pomodori maturi

2 spicchi d’aglio

1 mazzetto di basilico

60 g di mandorle pelate

100 g di pecorino siciliano grattugiato

olio extravergine d’oliva

sale

Disponete la semola a fontana sul piano di lavoro.

Mettete nell’incavo un pizzico di sale e iniziate ad aggiungere acqua, poca alla volta (circa 250-300 ml), impastando con le mani fino a ottenere un panetto liscio e compatto. Avvolgetelo in pellicola e fatelo riposare per almeno 30 minuti.

Staccate dal panetto una porzione di pasta della grandezza di un limone e stendetela sul piano infarinato, ricavandone tanti bastoncini sottili e regolari di circa 12 cm di lunghezza.

Agganciate un’estremità del bastoncino di pasta a uno spiedino di legno e, premendo leggermente con il palmo della mano, fatelo rotolare sul tagliere in modo che la pasta vi si attorcigli per tutta la lunghezza, formando la tipica spirale.

Sfilate la busiata così ottenuta e adagiatela su un vassoio infarinato ad asciugare.

Continuate nello stesso modo fino a esaurire la pasta.

Lasciate riposare le busiate per circa 1 ora.

Nel frattempo, incidete a croce i pomodori e scottateli in acqua bollente; scolateli, privateli della buccia e spezzettateli, eliminando i semi.

Sbucciate gli spicchi d’aglio e pestateli nel mortaio con le foglie di basilico pulite e spezzettate e un pizzico di sale.

Aggiungete le mandorle e pestate anche queste fino a ottenere un composto grossolano.

Aggiungete i pezzi di pomodoro, pochi alla volta, e lavorateli fino ad amalgamarli agli altri ingredienti, facendo roteare il pestello e aggiungendo qualche cucchiaiata d’olio.

Lessate le busiate in acqua bollente salata per 6-8 minuti circa.

Scolatele al dente, trasferitele in una ciotola, conditele con il pesto preparato e completate con il pecorino.

1 commento su “Busiate alla trapanese, somiglianze tra cugini”

  1. Da trapanese ti faccio i complimenti, voglio solo aggiungere ( a titolo informativo) che il trapanese ama servire insieme alla pasta qualcosa di fritto, in estate melanzane o zucchine oppure patate o del pesce fritto ma non sulla pasta da servire a parte.
    Giovanna

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