ho ripreso

Ho ripreso a fumare. Cronaca di una sconfitta.

Si, lo ammetto: ho ripreso a fumare.

Avevo smesso nel 2006, dopo trent’anni di costruzione di autostrade nei polmoni, con tanto di svincoli, corsie di emergenza, piazzole di sosta e raccordi.

E’ stato difficilissimo, inutile negarlo: ma ci ero riuscita e dopo 12 anni e rotti nei miei polmoni c’erano prati verdi e fiori profumati.

Poi, è arrivata Greta De Meo. Ha vinto l’MTC69 e ci ha scaraventati in vortici e spirali di fumo dai quali non si esce più. Ha scelto come tema della sfida di questo mese l’AFFUMICATURA.

All’inizio, lo confesso, ho esultato. Avevo già sperimentato questa tecnica, con risultati più che decorosi, e mi sono un attimo rilassata: “bene, questa la so fare, sarà una sfida facile”.

Poi ho letto il, anzi i post di Greta-te-possino e ho capito che tutto ciò che sapevo era solo “fumo negli occhi“.

Ci sono ricascata e in venti giorni ho ripreso ad affumicare tutto l’affumicabile e anche quello che non lo sarebbe (per dire, la presina che ho dimenticato in forno e una scatola in legno portasigari che ho regalato ad un amatore, il quale mi telefona quotidianamente per chiedermi se le faccio anche per i suoi amici. Ho trovato una nuova professione N.B.)

Il Doc si è finalmente convinto che i pompieri non servono e si è rassegnato volentieri al profumo di camino che aleggia in casa.

Per quanto concerne l’affumicatura di roba commestibile, invece, ho spaziato dal petto d’anatra al salmone, dagli scampi alle animelle, dal cioccolato alle mele verdi e molto altro.

Per l’ MTC70 ho scelto, tra le tante, una ricetta davvero semplice, addirittura banale, ma che ci ha conquistati per il gusto e la consistenza finale.

Per la scelta di marinatura e tipo di affumicatura ho seguito i suggerimenti che trovate QUI.

Insomma, ho ripreso a fumare. Nel senso che mi esce il fumo dalle orecchie pensando al mondo meraviglioso che mi si è spalancato davanti.

Brutto vizio, già. Sparisco nella nebbia e vi lascio la mia ricetta.

Stinco di maiale affumicato a caldo con whisky e verdure speziate

Il giorno prima ho messo a bagno due belle manciate dei legnetti per l’affumicatura che avevo acquistato on line QUI, che poi ho ripreso e fatto scolare bene, tamponandoli con carta assorbente

Ingredienti:

  • Uno stinco di maiale da 600/700 g circa
  • un bergamotto
  • un cucchiaino di sale fino
  • 200 ml di whisky
  • un misto di erbe e aromi secchi: alloro, rosmarino, timo, salvia
  • grani di pepe rosa e bacche di ginepro schiacciati
  • olio extra vergine di oliva
  • una noce di burro
  • un cucchiaio di miele di castagno
  • due patate viola, due carote, qualche pomodorino
  • se volete preparare questo piatto per ospiti celiaci, cliccate qui

Amalgamare in una ciotola capiente il succo del bergamotto, il whisky, il sale, le erbe, il pepe, il ginepro e la buccia del bergamotto (solo la parte gialla), e mettervi lo stinco a marinare per 3/4 ore girandolo ogni tanto.

Filtrare la marinatura e mettere il liquido in una ciotola o un pentolino che possa andare in forno. Fate asciugare gli scarti su un foglio assorbente.

Predisponete l’occorrente per l’affumicatura: io ho utilizzato una vasca gastronorm con i bordi alti, dotata di griglia centrale e coperchio, ma va bene qualunque pentola abbastanza alta e uno scolapasta o una griglia per cottura a vapore (leggete il post sull’MTC e troverete tutte le indicazioni).

Riscaldate il forno al massimo.

Mettete sul fondo della pentola un doppio strato di alluminio da cucina, poi disponetevi i legnetti ben scolati (aggiungetene anche qualcuno asciutto), unite gli scarti della marinatura e sistemate in un angolo il pentolino con il liquido.

Ponete la griglia, chiudete con il coperchio e mettete in forno. Dopo una decina di minuti al massimo inizierà a formarsi il fumo. A questo punto sistemate lo stinco e le verdure pulite e tagliate a pezzi sulla griglia, richiudete, abbassate la temperatura a 180° e fate cuocere per 1 ora e 20 minuti.

Spegnete il forno e lasciate riposare per qualche minuto. Nel frattempo scaldate in un tegame l’olio e il burro.

Prendete lo stinco, spennellatelo con parte del miele e rosolatelo velocemente nel condimento.

Toglietelo e tenetelo in caldo, avvolgendolo in un foglio di alluminio da cucina.

Aggiungete nel tegame il liquido della marinatura e il restante miele e fate asciugare.

Servite lo stinco con la salsa accompagnato dalle verdure condite con un pizzico di sale ed un filo d’olio e qualche aroma utilizzato per la marinatura.

Avrei voluto ricavare un puré dalle patate viola, ma il profumo era troppo invitante e non avevamo nessuna voglia di attendere ancora. Ma può essere un suggerimento per la prossima volta.

Con questa ricetta partecipo all’ MTChallenge n. 70

 

18 pensieri su “Ho ripreso a fumare. Cronaca di una sconfitta.

  1. Ma che meraviglia! Non è uno stinco affumicato qualunque, ma pieno di personalità come chi lo ha cucinato (e meno male che al fumo di tabacco non ci sei tornata).

  2. Questo stinco deve essere la fine del mondo e con il freddo di questi giorni (qui a Trieste tira una “bella” bora) è un piatto perfetto. Complimenti.

    p.s. non fumare 😉

  3. Complimenti cara!! Eri già “attrezzata” mi par di capire 🙂 Hai esperienza da vendere. E simpatia che è un piacere leggerti.

  4. Devo farti i complimenti per questo stinco, io adoro lo stinco affumicato al bourbon ne ho fatto uno giusto in settimana, ho usato una tecnica diversa però perché non mi è mai riuscito di cuocere uno stinco affumicandolo senza nessuna precottura, di solito si seccano invece il tuo si è staccato perfettamente dall’osso! Immagino tu abbia anche usato una ciotolina per raccogliere i grassi di cottura, devo provare!

    1. Grazie Greta, sono felice che ti sia piaciuto! Ma sai che non ho trovato grasso? Non avevo messo ciotoline di raccolta, ma solo quella con il liquido della marinatura.

  5. gran bella ricetta e ci sarebbe stato bene anche un whisky torbato, giusto per rimanere in tema.. mi hai convinto e lo proverò di certo!!! Promesso!

  6. Non ho mai fumato, ma penso che l’affumicatura diventerà un “brutto vizio” anche in casa nostra, è una figata pazzesca. Il tuo stinco è da leccarsi i baffi, per noi le cose più semplici sono quelle più buone 🙂

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