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Meringhe in essiccatore, la svolta epocale

Le meringhe, diciamocelo, sono un gran rottura di scatole.

Tempi lunghi di cottura, attenzione alle temperature, controllare ogni tot, il mestolo per tenere aperto il forno che consuma un fottigliardo al minuto.

Se le cuoci troppo poco, perché hai sonno e vuoi andare a dormire dopo dodici ore di controllo, ti ritrovi una poltiglia appiccicosa che ricorda vagamente il gak di quando mio figlio era piccino (tutti a gugolare “gak“).

Se le cuoci troppo, si rosolano i bordi e sembrano pancakes crudi al centro.

Se alzi la temperatura e abbrevi i tempi, ti si sbriciolano tra le mani.

Ho provate nel microonde e sono quasi esplose.

La triste realtà e che sono io l’impedita e la preparazione delle meringhe è da sempre la mia pecora nera (come montare la panna, ma quella è un’altra storia).

A questo punto, dal momento che soffro di una grave forma di caccavellite cronica, ovvero la mania compulsivo-ossessiva di acquistare qualunque attrezzo elettrico o manuale che abbia una minima attinenza con un possibile utilizzo in cucina (malattia ufficialmente riconosciuta dall’ASP, dal SSN e dall’OMS, per la quale percepisco una pensione di invalidità riconosciuta al 75%), tempo fa acquistai un essiccatore.

Non uno di quelli professionali, sia chiaro (non sono ancora al 100%), ma uno di media portata, che è rimasto in giacenza sotto al letto per un tot di tempo. Il Doc ama i copriletto fino a terra e questo favorisce l’acquisto compulsivo, ma tra poco dovrò mettere le caccavelle SOPRA al letto e non so se apprezzerà anche questo, nel senso che dovrà dormire nella vasca da bagno o sul balcone. Oppure spedirà me a ramengo, con le caccavelle appresso.

Insomma, è successo che ho fatto le meringhe nell’essiccatore, per farla breve.

Oggi sul Calendario del cibo italiano è la giornata delle meringhe, per cui ne approfitto e ve le racconto.

Meringhe in essiccatore

meringhe

  • 100 g di albume d’uovo, possibilmente di qualche giorno e a temperatura ambiente
  • 150 g di zucchero a velo
  • mezzo cucchiaino di succo di limone

Montare gli albumi con il succo di limone con le fruste a media velocità.

Quando iniziano a montare, aggiungere poco alla volta lo zucchero aumentando la velocità fino a montaggio completo.

La pericolosissima conferma dell’avvenuto montaggio si effettua rovesciando la ciotola sulla propria testa: se non si rende necessario uno shampoo d’emergenza, gli albumi sono perfetti (in ogni caso l’uovo nutre il cuoio capelluto. Per lo zucchero non saprei…)

Con il/lo/la sac à poche (poche à douille?) insomma, con una tasca da pasticcere fate dei mucchietti più o meno omogenei su un foglio di carta forno tagliato a misura del cestello dell’essiccatore e bucherellato. Io uso QUESTO che non appiccica nemmeno.

Essiccate a 70° per qualche ora (io le ho lasciate dalle 23 alle 6 di mattina ed erano perfette, ma credo che basti anche meno)

E buon divertimento!

3 pensieri su “Meringhe in essiccatore, la svolta epocale

  1. Ciao cara considerando che le meringhe devono solo asciugare e non cuocere direi l’idea è geniale, hanno un aspetto bellissimo quindi che non resta che provarle ( appena avrò l’essicatore )
    Grazie

  2. Ciao cara considerando che la meringa deve asciugare e non cuocere direi che l’idea e geniale
    Hanno un aspetto bellissimo quindi sono sicuramente da fare ( appena avrò l’essicatore )
    Grazie

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