Petrali, viaggi da incubo e i treni di una volta

Petrali
Vai alla ricetta

Quando viaggiavo da e per Firenze, negli anni dell’Università, esistevano quattro categorie di treni: locale, diretto, espresso e rapido, poi sostituito dal mitico TEE, il Trans Europe Express che nell’immaginario era una sorta di Orient Express de noantri.

Per me era un sogno anche il rapido; si viaggiava con l’espresso che era già un buon treno, con quelle 9/10 ore mi portava a casa.

Non c’era obbligo di prenotazione e in genere si viaggiava di notte. Se era un periodo tranquillo si riusciva a trovare una cuccetta all’ultimo momento, altrimenti ci si arrangiava.

Per un ponte dell’Immacolata particolarmente lungo, io ed un mio collega di Rosarno decidemmo di partire, all’ultimo momento. Fu subito evidente che in molti avevano avuto la stessa idea.

Gli scompartimenti erano gremiti, i corridoi occupati da gente distesa a dormire o a bivaccare, tanto che per spostarsi si rischiava di pestare nasi e caviglie. La toilette era impraticabile: a Napoli prolungarono la fermata per permettere di svuotare i reni ormai ad un passo dall’esplosione, anche se in molti avevano già provveduto con bottiglie e contenitori di fortuna.

Insomma, un incubo dei peggiori, se ci si ripensa oggi. Allora invece c’era l’entusiasmo e l’incoscienza dei diciott’anni e poco ce ne impippava. Trovammo un angolino e trascorremmo il viaggio seduti sulle valigie, chiacchierando.

Tra le altre cose, ricordo che parlammo dei dolci di Natale delle nostre zone e Franco, il mio compagno di viaggio, mi raccontò dei petrali che preparava sua nonna.

Non ho mai dimenticato quel viaggio, Franco e i petrali.

Petrali

Viaggi ne ho fatti tanti altri, fortunatamente più confortevoli e ho preparato tanti dolci tipici. Oggi voglio dedicare i miei petrali a Franco, che mi auguro abbia avuto una vita serena e alle avventure di un’età spensierata.

Ho spudoratamente copiato la ricetta da Angela Strati e se mai c’è una di cui mi fido ciecamente, è proprio lei. Infatti sono riusciti benissimo, credo che anche la nonna di Franco ne sarebbe entusiasta.

Sul blog Profumo di zenzero e cioccolato trovate la ricetta originale, io ve la riporto qui.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.