Scalille cosentine, ammelate e ‘ngilebbate

Scalille” vuol dire scalette, e questo è indicativo della particolare forma di questi deliziosi biscotti calabresi, tipicamente natalizi.

Li proponiamo oggi che è la giornata che il Calendario del Cibo Italiano dedica ai biscotti di Natale.

alto crotonese

L’impasto è semplice e prevede l’uso dell’olio e dell’anice, componenti che si trovano frequentemente nella cucina dolce della Regione.

La tradizione li vorrebbe fritti, ma da tempo esiste anche la versione al forno, più leggera, che è quella che proponiamo.

Dopo la cottura si usa ricoprirli con la “gilebbe” o “giulebba“, ovvero una glassa di zucchero aromatizzata, oppure si immergono nel miele intiepidito, o ancora nel ficotto, ovvero lo sciroppo di fichi.

Irrinunciabile la decorazione finale con i diavolini multicolori.

Quello che rende molto particolari le scalille è la loro forma, che si ottiene arrotolando l’impasto attorno al manico infarinato di un mestolo.

Ecco come si preparano.

Scalille cosentine

Ingredienti per 30 biscotti circa:

  • 300 g di farina 00
  • 3 uova medie
  • 60 g di zucchero
  • 25 g di olio di semi di girasole
  • 6 g di lievito per dolci
  • 2 cucchiaini di liquore all’anice

Per la decorazione:

  • 100 g di zucchero a velo, oppure
  • 100 g di miele di acacia, oppure
  • 100 g di ficotto
  • diavolini multicolori

Procedimento:

Sbattere le uova con lo zucchero fino a renderle spumose, poi aggiungere l’olio e l’anice.

Unire la farina setacciata con il lievito ed impastare fino ad ottenere una consistenza morbida, ma non appiccicosa.

Lasciare riposare dieci minuti, poi ricavare dall’impasto dei filoncini del diametro di 2/3 mm

scalille

 

Arrotolare i filoncini attorno al manico infarinato di un mestolo, in questo modo:

 

Disporre le scalille sulla teglia rivestita di carta forno e cuocere a 180° per 12/14 minuti.

Toglierle appena dorate e lasciarle raffreddare.

Nel frattempo, preparare una glassa sciogliendo lo zucchero a velo in poca acqua con una goccia di anice, oppure immergerli in miele appena intiepidito.

Decorare con i diavolini colorati.

10 pensieri su “Scalille cosentine, ammelate e ‘ngilebbate

  1. Ma che belle, conoscevo solo la versione fritta e la forma un po’ diversa, solo avvolte nel mestolo senza il bordino, queste sono sicuramente più salutari e molto più belle. Ricoperte di miele quanto possono mantenersi senza ammollarsi troppo?

  2. Oddio, ho avuto un colpo al cuore. Lo sai che questi dolci assomigliano tantissimo ai Cuddureddi di Delia, in Sicilia? Hanno una forma simile ma invece di essere “stesi” come le scalille, sono chiusi a corona. E fritti. Sul sapore devo dire che invece non si assomigliano, perché le Scalille sono profumate di anice, mentre i Cuddureddi hanno un aroma di arancia e spezie….insomma, tanto simili non sono, ma certe lavorazioni che ritornano mi affascinano e mi piacerebbe capire se esistono collegamenti. 🙂
    In ogni caso le tu Scalille io le vorrei rigorosamente fritte. Un fortissimo abbraccio mia cara.

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