Sila in movimento – la cuccìa

 Quando ero adolescente, intorno ai 15/16 anni, la Sila era la temuta meta obbligata dei picnic familiari.

Quelli, per intenderci, che iniziavano alle 5 del mattino “per prendere il posto migliore” e terminavano in serata, dopo noiosissime grigliate, giochi di società con i pestiferi cuginetti, pallonate e pisolini sotto agli alberi, sognando di essere al mare e dormire fino alle 14 dopo la nottata in discoteca.

Con la nascita di mio figlio e l’acquisto di un minuscolo bilocale in mezzo ai pini, in quel di Camigliatello Silano, perché volevamo dare al pargolo la possibilità di godere, oltre che dello iodio in riva ad un mare da bandiera blu, anche di un’aria classificata tra le più pulite al mondo, si è aperto un nuovo mondo.

Il risultato è stato che il figlio si è follemente innamorato di questo meraviglioso altopiano, secondo al mondo per estensione, a discapito del mare che ormai frequento solo io, nella speranza di ottenere un colorito meno “montagnoso”.

Anche se ormai vive stabilmente a Roma, ogni estate il “bimbo” viene a trascorrere qui parte delle sue ferie. Insieme a lui, ho riscoperto anch’io il piacere di questi luoghi ancora incontaminati, la bellezza dei panorami, l’incanto di un’alba sul lago e di un tramonto in quota. E ci si annoia solo se ci si vuole annoiare.

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Camigliatello Silano è il classico paesino di montagna. Casette basse, baite, villini residenziali, negozi di souvenir e di prodotti locali: dai salumi di suino nero alla carne di podolica; dal caciocavallo silano DOP alla patata IGP; dal fico dottato DOP ai grossi e carnosi porcini. Situato a 1300 metri di altitudine, ha una popolazione residente di 1000 abitanti scarsi, che si moltiplicano in maniera esponenziale durante le stagioni turistiche.

Di tutte le attività che si possono svolgere in questo minuscolo borgo, vi parlerò presto diffusamente. Per il momento, vorrei soffermarmi su un evento in particolare, che mi ha incuriosita in quanto basato su un piatto di cui avevo sentito vagamente parlare, ma che non conoscevo nei particolari: la cuccìa.

Da oggi, 26/8 al 30/8, ha luogo il “Cuccìa Fest“, ideato da Egidio Bevilacqua che, oltre ad organizzare eventi, è anche autore di molteplici libri sulla Calabria, e sulla Sila in particolare, oltre ad essere titolare della casa editrice “DEA”. Per saperne di più, QUI c’è una sua intervista.

La cuccìa, come Eugenio ci ha raccontato, è un piatto a base di grano cotto e pestato, che ci è stato regalato dagli Enotri ed in seguito trasformato dai Greci.

Sapevate che anche la napoletana pastiera deriva da qui? E’ una delle varianti dolci di questa preparazione, che in origine veniva arricchita con carne di capra, poi di maiale, ed anche di legumi, per un totale di tredici ingredienti, a ricordare la celebrazione di Santa Lucia, il 13 dicembre, giorno in cui veniva tradizionalmente preparata.

Nel corso dell’evento, saranno proposte sedici varianti di questa ricetta, da altrettanti paesi, anche esteri. Un evento imperdibile! E quindi anche noi, sempre sul pezzo, abbiamo preparato la nostra versione da “cookingshow”.

CESTINI DI CUCCìA ALLE VERDURE PICCANTI

  • caciocavallo silano DOP stagionato grattugiato
  • grano bollito in brodo di verdure
  • zucchine, melanzane, patate, carote, sedano, cipolla, cavolfiore, piselli o altre verdure a volontà, tagliate a cubetti piccoli e lessate in acqua salata
  • mezzo cucchiaino di olio di peperoncino piccante

Con il caciocavallo grattugiato preparate dei cestini (QUI trovate il procedimento)

Frullate una parte del grano con il brodo di cottura, fino ad ottenere una mousse morbida.

Aggiungete le verdure a pezzettini ed i chicchi di grano rimasti.

Farcite con la mousse i cestini e servite.

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Che ve ne pare? Moderna tradizione, per un buffet originale. Provate

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