seconda stella

Seconda stella a sinistra. Una favola, un pane, un appuntamento.

C’era una volta un re. Anzi, forse non era un re, nemmeno un principe, o un barone, ma di certo era nobile, almeno d’animo.

Non si conosceva la sua provenienza: forse dalle profondità dell’oceano, forse da un mondo parallelo, forse dalla seconda stella in alto a sinistra.

Conosceva tanti luoghi, tante culture, tante lingue. Era un uomo molto saggio ed il suo compito nel mondo era diffondere la sua immensa conoscenza.

Nel suo girovagare conobbe molte persone e strinse tante amicizie. Un giorno nel suo cammino inontrò una dolce principessina, triste perché aveva appena perduto suo padre. Lui si affezionò a lei e a tutta la sua famiglia e fu per loro padre, nonno, consigliere, amico, confidente.

Però sapeva che non avrebbe potuto fermarsi a lungo nel reame, perché la sua missione lo avrebbe presto portato lontano. Così nel tempo che il destino gli concesse, trasmise alla famiglia della principessa il suo sapere, la sua ironia, la sua gioia di vivere, la sua conoscenza. Regalò a loro tutto il suo affetto, dividendolo con la regina che sposò e che si unì con gioia alla sua famiglia adottiva.

La sua fama si spandeva sempre più, tutti volevano conoscerlo e parlare con lui e lui a tutti rispondeva, disponibile e gentile com’era nella sua indole.

Ma venne il giorno in cui dovette riprendere il cammino e proseguire la sua missione. Fu un distacco molto doloroso  per tutti: il saggio era riuscito a farsi amare da tanta gente: dai lettori del Calendario che riempivano di visite ogni suo post, ai partecipanti all’MTChallenge che aspettavano ansiosi le sue trovate geniali e perfette, agli amici che quotidianamente scambiavano con lui messaggi, saluti, o anche semplicemente un sorriso.

Però, andando via, rivelò un segreto al piccolo di famiglia. Gli disse: “non essere triste, non vado via del tutto. Quando avrai bisogno di me, guarda il cielo, in alto a sinistra. Io sarò lì”.

Il pane dolce del Sabato
Ricetta di Eleonora Colagrosso

sinistra

per due trecce ripiene:

  • 500 gr di farina 0
  • 2 uova grandi medie (circa 60-62 gr con il guscio)
  • 100 gr di zucchero
  • 20 gr di lievito di birra
  • 125 ml di acqua tiepida
  • 125 ml di olio extra vergine d’oliva
  • 10 gr di sale
  • 100 gr di uva passa
  • un tuorlo d’uovo
  • un cucchiaio di acqua
  • semi di sesamo e papavero

Prima di tutto e importantissimo, setacciare la farina.
Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma. Mischiare la farina, il sale e lo zucchero e versarci il lievito e cominciare ad impastare, versare poi l’olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione. Lavorare fino a che l’impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.
Lasciar lievitare per almeno due ore, dopodichè, sgonfiare l’impasto e tagliarlo in due parti uguali. Tagliare poi ognuna delle parti in tre.
Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Spargere l’uva passa sulle tre parti.
Arrotolarle poi sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lunghi “salsicciotti”.
Unirli da un capo e cominciare ad intrecciare.
Ripetere l’operazione per la seconda treccia. Adagiare le trecce su una placca da forno unta di olio. Lasciare lievitare ancora due ore.
Sbattere il tuorlo d’uovo con un cucchiaio di acqua e spennellarlo sulla superficie; spolverare di semi di sesamo o papavero.
Infornare in forno già caldo e STATICO a 200°C per circa 15-20 minuti.

Guardare la seconda stella in alto a sinistra e sorridere.

7 pensieri su “Seconda stella a sinistra. Una favola, un pane, un appuntamento.

  1. Non so cosa dire… ho le lacrime agli occhi, anzi, ho fiumi di lacrime agli occhi per tutto quello che oggi mi avete regalato. Ogni emozione, ogni parola, ogni racconto, ogni pezzo di sé che Michaël ha regalato ad ognuno di voi e che gli state rendendo oggi. Grazie per questa favola meravigliosa, grazie di esserci anche tu.

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